9th
I creativi culturali
clipped from blog.libero.it
Negli Stati Uniti il sociologo Paul Ray e la psicologa Sherry Anderson hanno recentemente pubblicato il libro, divenuto in breve un best seller, “I Creativi Culturali”, dal sottotitolo: “I 50 milioni di individui che cambieranno il mondo”. Il libro si basa su una ricerca sociologica della durata di ben tredici anni, che ha studiato più di 100.000 americani per individuare le caratteristiche della nuova realtà culturale.
I risultati indicano che esiste una cultura in forte sviluppo caratterizzata da impegno ecologico, ricerca libera della spiritualità e dello sviluppo psicologico individuale e di una coscienza planetaria e una visione globale, olistica, della vita, che da’ priorita’ alle relazioni sociali e che ha consapevolezza dei limiti delle istituzioni e un netto rifiuto del materialismo come base della vita.
Questa popolazione creativa si è visto rappresenta ben un quarto della popolazione statunitense, il 25%. Sappiamo da ricerche parallele svolte in molti paesi, che questa nuova cultura emergente sta manifestandosi in ogni parte del Pianeta e in particolare nei paesi più industrializzati. In Italia si attestano orientativamente su valori dal 15 al 20%. […]
Sono stati chiamati “creativi culturali” poichè stanno sviluppando una nuova cultura per il XXI secolo, che si basa sul cambiamento di valori, delle priorità di vita, dello stile di vita, del modo lavorare e di spendere.
Tuttavia questi cosiddetti “creativi culturali”, non essendo sempre completamente consapevoli di rappresentare un movimento collettivo, spesso non riconoscono la forza che potrebbero avere nella Società, ciononostante la loro presenza influenza l’America e gli altri Stati. Essi modificano il Mercato: agricoltura biologica, mercato etico, medicine naturali e olistiche, prodotti ecologici, ecc. e la vita pubblica, facendo la differenza nel futuro dei loro Paesi. Le ricerche testimoniano infatti gli effetti della loro presenza in politica, sulla rete Internet, nelle comunità e nel mondo del lavoro e degli affari.
[…] Ritengono in molti che da questa presa di consapevolezza a livello globale possano nascere i reali mutamenti sociali, economici, cultuali e spirituali che condurranno la Terra verso un futuro sostenibile e piu’ equo e di qualità per tutti.
La risoluzione dell’attuale crisi globale dell’ ecosistema dipende da uno sviluppo della Coscienza Planetaria.
Con il termine ‘Macroshift’ si intende questo cambiamento globale, di pensiero e di vita, che una parte dell’umanità sta affrontando e che l’ umanità potrebbe scegliere sempre più consapevolmente e ampiamente nell’immediato futuro.
La crisi globale, ecologica, sociale spinge ad una scelta tra diversi scenari futuri. Lo Stato del Pianeta che emerge dalla Scienza è drammatico: tutti i parametri di rischio ambientale, umano e politico, dal surriscaldamento del clima, alla sovrappopolazione, alla eccessiva militarizzazione, sono in preoccupante aggravamento. Non fare qualcosa di significativo significherebbe accettare passivamente lo stato attuale e quindi il futuro che comporterebbe.
Il termine ‘macroshift’ è stato proposto dal prof. Ervin Laszlo, presente al convegno di Lucca, filosofo della scienza dei sistemi e promotore della coscienza planetaria, presidente del Club di Budapest e già docente in importanti università statunitensi ed europee, che ha da pochi mesi pubblicato negli Stati Uniti il libro ‘Macroshift, cavalcare la trasformazione’, che è già stato tradotto in nove lingue. In italiano sono usciti diversi suoi libri, tra cui “Tu puoi cambiare il mondo”, proprio su questi temi.
[…] Del Club di Budapest sono infatti soci onorari: M. Gorbaciov, lo scrittore Paulo Coelho, il Dalai Lama, altri diversi premi Nobel per la Pace, il musicista Peter Gabriel, l’astronauta E. Mitchell, fondatore di una associazione per lo sviluppo della coscienza, il prof. E. Morin, l’economista M. Yunus, creatore del microcredito e molti altri.
[…] Questa Cultura Planetaria emergente in effetti non è una filosofia astratta, ma si basa molto concretamente sulla necessità di una trasformazione globale dell’essere umano, che coinvolga il suo modo di vivere e di pensare, la sua crescita interiore, la salute psicofisica, l’etica del lavoro, l’armonia delle relazioni umane e la coscienza di sé. Valori e obiettivi che da anni portano gia’ avanti il C.E.U., Centro studi per l’Evoluzione Umana, pioniere dell’integrazione delle scienze in una visione unitaria e l’ associazione internazionale ‘Ius Primi Viri’, che diffonde i Diritti umani come valori universali genetici per tutti gli uomini della Terra. Ricordiamo a tal proposito la bellissima Dichiarazione Programmatica di questa associazione, visionabile su internet. (www.dirittiumaniipv.org)






